I Subsonica e l’azzardo “Mentale Strumentale”.

Scritto da il 28 Aprile 2020

In un tempo sospeso e contraddittorio come quello imposto dalle misure di contenimento causate dalla pandemia da Sars-Cov-2, i Subsonica lanciano una coraggiosissima sfida musicale pubblicando il loro lavoro più ambizioso. Si tratta di “Mentale Strumentale”: un album incredibilmente contemporaneo, specie pensando che vanta 16 anni. È il 2004 quando i Subsonica, dopo il successo di “Amorematico” e le fatiche del conseguente tour condensate nel doppio live “Controllo Del Livello Di Rombo”, presentano “Mentale Strumentale” all’allora casa discografica: i rapporti con la Mescal non sono buoni ormai da un pezzo e il suo rifiuto di pubblicarlo motiverà ulteriormente la scelta da parte del gruppo di legarsi alla EMI Italiana.

 

Un rifiuto che, vista l’estrema visionarietà del progetto e sentita la grande qualità dei brani, suona davvero miope. Perché se è vero che “Mentale Strumentale” non è un disco facile è altrettanto vero che svela la parte più interessante e originale dei Subsonica, quella della ricerca sonora. Di cui si aveva avuto un lungo e piacevolissimo assaggio in ciò che può essere considerato una sorta di outro del già citato “Amorematico”. “Atmosferico I, Atmosferico II, Atmosferico III, Atmosferico IV”: erano, infatti, vere e proprie variazioni sui temi precedenti a termine di un’opera in perfetto equilibrio tra seduzione sperimentale e tentazione pop. Arrendersi a quest’ultima da “Terrestre” (2005) in poi trova, forse, una spiegazione nel travagliato destino di “Mentale Strumentale”.

 

È, invece, una certezza l’effetto di avveniristica nostalgia suscitato già dalla prima traccia: quella “Decollo – Voce Off” dove una malinconica nenia si alterna a forsennati ritmi acidi. Il ritorno a un passato che sembra futuro continua con la suadente “Cullati Dalla Tempesta”, capace di esaltare la cifra stilistica dei Subsonica rappresentata dai caldi vocalizzi di Samuel avvolti in un sound sintetico. All’ambient siderale perfettamente riassunto nel titolo “Artide 3 A.M. segue quel gioiellino che è “A Nord Di Ogni Lontananza”: una “Lasciati” o una “Dentro I Miei Vuoti” a cui mancano le parole per dirlo. Se “Detriti Nello Spazio” è caratterizzata da una chitarra acustica ad accompagnare chi ascolta in un viaggio interstellare, in “A Di Addio” una voce femminile, accreditata come Madame Mystère, si eleva su un tappeto sonoro particolarmente minimal regalando una sensazione di straniante desolazione. “Tempesta Solare”, “Delitto Sulla Luna” e “Strumentale”, con il loro sapore cinematografico, conducono verso la conclusione di questo teletrasporto musicale: un brano argutamente intitolato “Ritorno In Atmosfera”.

Si avrebbe subito voglia di ripartire, ma non si può riportare indietro il tempo. Eppure i Subsonica lo han fatto. E noi, mentalmente e strumentalmente, con loro.


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