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Conquistata la salvezza con sette giornate di anticipo, la formazione allenata da D’Arrigo può adesso concentrarsi sull’obiettivo insperato all’inizio della stagione, la qualificazione ai play off sempre sfuggita da quando Nino Centorrino ha acquisito la proprietà del club. 10 marzo 2010 - E’ arrivata con sette giornate di anticipo la salvezza per l’Amatori Messina, a sorpresa, come la stagione che sta disputando la formazione cara al presidente Centorrino. All’inizio del campionato, nessuno dava una sola possibilità di salvezza al team nero arancio, uscito da sotto le classiche ruote di un treno, nella finale play out della scorsa stagione, dopo la vittoria su un campo impossibile come quello di Rosarno. Da quella vittoria, Nino Centorrino ha ricostruito la sua voglia di fare basket, ha voluto giocare d’azzardo, affidando la sua creatura ad un debuttante fatto in casa, con tre anni da assistente ai vari Caroè, Bordieri e Fiasconaro, ma che evidentemente conosceva bene. E Gaetano “Checco” D’Arrigo da Nizza di Sicilia, sarebbe lui il debuttante, non se l’è fatto ripetere due volte. Ha iniziato a lavorare con grande umiltà, prima per costruire il roster, poi per dare la sua impronta alla squadra e infine per cambiare la mentalità di alcuni atleti. Compito arduo per un debuttante, ma D’Arrigo sembra esserci riuscito. Intanto si è affidato allo zoccolo duro dell’Amatori, quei giocatori di cui lui conosce ogni minimo particolare, ne conosce pregi e difetti, soprattutto questi ultimi che ha cercato di correggere in questi mesi da capo allenatore. La scelta degli innesti è stata fondamentale. “Checco” voleva gente che soprattutto facesse spogliatoio, ha richiamato a Messina l’indimenticato Luca Cantelli, la sua stagione in nero arancio non passò inosservata, ma azzeccata è stata la scelta del play, finalmente un play maker che desse i giusti rimi alla squadra, ma anche la giusta esperienza e mentalità. L’arrivo di Danilo Crovace, caldeggiato da Cantelli, ha praticamente chiuso il cerchio, i sette messinesi più Sabarese, ormai “naturalizzato”, più due “stranieri”, hanno iniziato a lavorare con grande entusiasmo sin dall’inizio, non certo positivo dal punto di vista dei risultati. Tre sconfitte consecutive all’esordio, seguite poi da due vittorie che hanno dato la giusta iniezione di fiducia ad un gruppo che è cresciuto di settimana in settimana, migliorato con l’innesto di Vecchiet, fino a giungere alla gara di domenica scorsa ad Adrano, passando per la tripla vittoria su Salerno. Quella contro l’Unifarmed appariva una partita semplice, sulla carta, Messina affrontava una squadra piena di problemi, in fase di smobilitazione. Il campo ha dimostrato quanto i bianconeri etnei ancora ci tengono a dire la loro in questo campionato, nonostante le assenze, ma l’Amatori è stata più forte dal punto di vista della mentalità, con Cantelli in panchina, ha saputo tenere botta, giocando con pazienza, cercando le giuste soluzioni e quando i troppi falli fischiati ai lunghi messinesi hanno costretto D’Arrigo a giocare al carta del lungo livornese, gli equilibri sono saltati e i nero arancio sono venuti fuori alla grande, portandosi sul +17 e chiudendo praticamente il match. Alle falde dell’Etna il quintetto di D’Arrigo ha dimostrato di esserci eccome, di essere una realtà di questo campionato e di poter aspirare legittimamente ad un posto nei play off, traguardo che la società peloritana non ha mai raggiunto da quando il presidente Centorrino ne ha acquisito la proprietà. In verità Messina c’è andata vicina in almeno due occasioni, ma risultati “strani” non le hanno mai consentito di accedervi. Tutti, nell’entourage nero arancio, si augurano che questa sia la volta buona e sperano di arrivarci senza affanni, magari cominciando a vincere proprio domenica prossima, quando al PalaTracuzzi ospiteranno una delle formazioni più in forma del momento, la Virtus Battipaglia, pari classifica a quota 24, che nell’ultima giornata ha superato nettamente la rivelazione Acireale.
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