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Nel largo adiacente Palazzo Zanca, ove sorge la fontana Senatoria, l’assessore Carmelo Santalco ha scoperto la targa toponomastica intitolata al “latinista” messinese. 12 marzo 2010 - Una vita consacrata al latino ed alla poesia. Così è stato definito dal presidente del Centro interdipartimentale di studi umanistici dell'Ateneo di Messina, prof. Vincenzo Fera, il prof. Giuseppe Morabito (1900–1997) a cui stamani è stato intitolato il largo adiacente palazzo Zanca, ove sorge la fontana Senatoria. A scoprire la targa toponomastica sono stati l'assessore alla toponomastica, Carmelo Santalco, insieme ai familiari dell'illustre latinista che hanno donato il fondo librario del prof. Morabito, alla Facoltà di lettere dell'Ateneo di Messina presto consultabile on line. Alla cerimonia odierna hanno partecipato il Presidente della Corte d'Appello, Nicolò Fazio; il presidente del Tribunale, Giovanbattista Macrì; l'on. Vincenzo Garofalo; il Rettore dell'Università, prof. Francesco Tomasello e l'ex sindaco di Messina, Salvatore Leonardi, sotto la cui amministrazione, nel 1998, la figura di Morabito fu onorata scoprendo una lapide commemorativa sull’edificio della via Tommaso Cannizzaro dove il professore aveva abitato per tanti decenni. L’Amministrazione comunale del sindaco Buzzanca, il 1 marzo 2009, ha invece deliberato l'intitolazione, quale doveroso e sentito omaggio che la città, in tutte le sue componenti istituzionali e socio-culturali, aveva voluto dare ad un personaggio che ha contribuito alla formazione di generazioni di messinesi ed ha portato onore alla civitas. Nato a Reggio Calabria il 7 gennaio 1900, il professore Morabito insegnò latino e greco nei Licei prima di Catanzaro e poi soprattutto di Messina, per 42 anni. Latinista insigne, Morabito scrisse molto in prosa e in versi, ottenendo due volte il premio Hoeuffiano di Amsterdam e per ben 18 volte la “magna laus”. Tre volte conseguì il primo premio nel Certamen Capitolinum; dieci volte la medaglia d’oro per la poesia e la prosa latina nelle gare vaticane. Il “Maestro” Morabito ha portato il nome della città di Messina nelle cerchie accademiche nazionali e internazionali di più alto livello nell’ambito degli studi latini, ai più elevati vertici della latinità contemporanea. L’altro volto di Giuseppe Morabito è stato quello del professore, avendo insegnato al “Maurolico” fino al 1971 ed essendo stato guida tra i banchi di quel prestigioso Liceo per intere generazioni. È stato un docente permanentemente legato alla comunità cittadina, per la quale ha costituito una “scuola disciplinare”, per indirizzare i giovani ai suoi insegnamenti generosamente elargiti, con la gioia e l’orgoglio di chi voleva veder crescere tanti studenti perché si affermassero nei più svariati campi e nelle più diverse attività, come in effetti è poi avvenuto per tantissimi di loro. Il professor Morabito morì per un incidente stradale il 12 ottobre 1997, proprio di fronte alla sua abitazione, in via Tommaso Cannizzaro, e la sua scomparsa colpì profondamente i messinesi che lo avevano conosciuto e tutta la cittadinanza, che nel 1983 gli aveva tributato il premio “Pro Bono Civitatis”. Presente anche il preside del Liceo Maurolico, prof. Antonino Grasso, con una delegazione della scuola, il consigliere comunale Antonino Fazio ed una rappresentanza dell'ufficio scolastico provinciale.
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