The Equalizer 2

Written by on 11 settembre 2018

Cosa avrà convinto Denzel Washington ad accettare il primo sequel della sua vita professionale? In The Equalizer 2, infatti, torna a indossare i panni, comodi e dimessi, di Robert McCall, pacifico tassista amante delle letture classiche, ma ogni tanto spinto a fare giustizia, a vendicare torti e violenze inflitte ai più deboli.

Probabilmente sarà stata l’adesione etica al modus operandi del suo personaggio, che prima di scatenare la sua furia di ex agente dei servizi concede la possibilità al peccatore di redimersi, di ammettere la colpa e pentirsi.

Quando regolarmente lo guarda come fosse un sessantenne innocuo, e un po’ folle, scatena la sua furia misurando i secondi necessari e sufficienti, non volendo indugiare troppo nei panni del Dio vendicatore da Antico Testamento.

Come dire, la violenza va anche bene, se non accetti la seconda possibilità così centrale nella cultura ancestrale americana, ma che sia un lavoro fatto in fretta e pulito. Certo, le ossa di spezzano e Antoine Fuqua, che torna dietro la macchina da presa anche in questo secondo capitolo, sembra indugiare con piacere nel mostrare arti in posizioni innaturali e nei rumori da pelle d’oca che così li hanno ridotti.

 


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